Register |  | Saturday, July 20, 2019
Ipsoa area fisco

Spese mediche tassate in busta paga


E-fattura, rischio controlli più alto senza il sì alla consultazione


Bonus lavori anche senza Cila ma serve una dichiarazione


Forfettari incompatibili con lo sconto-impatriati


Affitti brevi, Airbnb non è mediatore immobiliare


Frode, sequestro leggero


Auto super tassata


Risultanze anagrafiche presuntive


Tir, meno deduzioni


Abbonamenti, sconto nella CU


I commercialisti al setaccio


I condoni fiscali e la Stele di Rosetta: cerchiamo una risposta nel passato?
La legge di condono è mostruosa sul piano del principio di uguaglianza, perché rivela la sua anima ingiustificatamente discriminatoria, e dannosa dal punto di vista dell’impostazione del rapporto tra fisco e contribuente, perché portatrice di un messaggio diseducativo. E ancora: l’eliminazione della sanzione svuota e banalizza il diritto tributario sostanziale, soprattutto se stiamo parlando di evasione da riscossione. Il problema è che, per il momento, pare che le persone non se ne accorgano, mentre le istituzioni si autoesaltano sotto la bandiera della modernità. Sembra che anche la Stele di Rosetta, espressione di cultura, ma anche emblema di civiltà oramai estinte, contemplasse un condono fiscale. Sarebbe meglio approfondire l’argomento. Non si sa mai come possono andare a finire certe cose...

ISA: la “terra di mezzo” tra inaffidabilità e area premiale
L’area di sufficienza delineata dagli indicatori sintetici di affidabilità fiscale sembra consentire al contribuente una relativa tranquillità rispetto alle potenziali ricadute in materia di controlli e accertamenti. La recente posizione dell’Agenzia delle Entrate, però, non delinea tutte le diverse possibili ipotesi che ruotano intorno ai voti che - se non consentono il raggiungimento del premio - comunque non permettono nemmeno di annoverare il contribuente nella sezione “cattivi” della nuova lavagna fiscale. Cosa accade allora al contribuente che si ritrova nella terra di mezzo tra l’inaffidabilità e il regime premiale?

Locazioni: detassabili i canoni non percepiti anche senza convalida di sfratto
Con riferimento ai contratti di locazione di immobili ad uso abitativo stipulati a decorrere dal 1° gennaio 2020, il contribuente può usufruire della detassazione dei canoni non percepiti senza dover attendere la conclusione del procedimento di convalida di sfratto, ma provandone la mancata corresponsione in un momento antecedente. Lo ha previsto il decreto Crescita. Per i contratti stipulati prima del 2020 resta fermo, per le imposte versate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti come da accertamento avvenuto nell'ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità, il riconoscimento di un credito d’imposta di pari ammontare.

Nuovi controlli e Visto di Conformità: i chiarimenti del CNDCEC
Il professionista iscritto nell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili o nell’Ordine dei consulenti del lavoro, sprovvisto di partita IVA ma dipendente di una società di servizi può rilasciare il visto di conformità. E’ quanto affermato dal CNDCEC con l’informativa n. 70 dell’19 luglio 2019 in tema di nuovi controlli dell’Agenzia delle entrate sulla regolarità del rilascio del visto di conformità sulle dichiarazioni. Nel documento sono analizzati i casi in cui non si considera validamente rilasciato il visto di conformità.

Lavoratori impatriati e regime forfetario: non sono compatibili
Il contribuente che intenda rientrare in Italia per svolgere un’attività di lavoro autonomo beneficiando del regime forfetario non potrà avvalersi del regime previsto per i lavoratori cd. “impatriati”, in quanto i redditi prodotti in regime forfetario non partecipano alla formazione del reddito complessivo. Lo ha specificato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 283 del 2019, con cui ha chiarito come l’applicazione del regime forfetario non appare compatibile con le agevolazioni previste per i lavoratori impatriati, viste le diverse regole applicative che sottendono ai regimi agevolativi.

Recupero patrimonio edilizio di immobile in eredità locato: non si applica l’agevolazione
In tutti i casi in cui l’immobile pervenuto in eredità, oggetto dell’intervento agevolato riguardante il recupero del patrimonio edilizio e la riqualificazione energetica degli edifici, risulti concesso in locazione anche solo per un breve periodo dell’anno, l’erede non può usufruire della quota di detrazione per l’annualità di riferimento. Lo ha specificato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 282 del 2019, con cui ha chiarito come per fruire del beneficio fiscale è necessario che l’erede abbia la detenzione materiale e diretta dell’immobile agevolato per l’intera durata del periodo d’imposta di riferimento.

Spese mediche rimborsate dal datore di lavoro: opera la ritenuta a titolo di acconto dell’IRPEF
Sulle spese sanitarie sostenute dal lavoratore, il datore di lavoro, è tenuto ad operare all’atto del pagamento una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta dai percipienti, con obbligo di rivalsa. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 285 del 19 luglio 2019, con cui ha specificato come se le somme corrisposte a titolo di rimborso per spese mediche sostenute dai dipendenti concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente, dall’altro, viene attribuita la detrazione spettante ai dipendenti stessi in occasione del conguaglio di fine anno o di fine rapporto.

Contributi obbligatori e facoltativi: possono essere dedotti se assoggettati a tassazione in Italia
I contributi previdenziali obbligatori e facoltativi versati alle forme pensionistiche obbligatorie possono essere dedotti fino a capienza del reddito complessivo, aldilà se siano versati in Italia, sempreché le somme e i valori cui i contributi si riferiscono siano assoggettate a tassazione in Italia. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 284 del 19 luglio 2019, con cui ha specificato come se i contributi non possono essere dedotti se non sono stati assoggettati a tassazione in Italia.

Lavoro prodotto in Italia e lavoratore non residente: è imponibile in Italia
Nel caso in cui il soggetto non residente, avente residenza fiscale in uno Stato membro dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni, produce in Italia almeno il 75% del suo reddito complessivo e non gode nello Stato di residenza di agevolazioni fiscali analoghe, la base imponibile è determinata sulla base delle disposizioni del TUIR. Lo ha specificato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 281 del 2019.

Spese per abbonamenti trasporto pubblico locare: sono escluse dal reddito di lavoro dipendente
L'esclusione dal reddito di lavoro dipendente, prevista per il servizio di trasporto collettivo, è stata estesa anche all'ipotesi di concessione da parte del datore di lavoro di abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale o di somme erogate per l'acquisto di tali abbonamenti o a titolo di rimborso della relativa spesa. Lo ha specificato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 280 del 2019, con cui ha chiarito come la quota parte dell’abbonamento a carico del lavoratore dovrà essere riconosciuta, quale onere detraibile, direttamente dal datore di lavoro, ai fini della detrazione IRPEF del 19 per cento.

Acquisto immobili da imprese di costruzioni: detrazione solo dalla comunicazione di fine lavori
La detrazione per acquisto di immobili da imprese di costruzione/ristrutturazione spetta anche se il rogito è stato stipulato prima della fine dei lavori riguardanti l’intero fabbricato, ma può essere fruita solo dall’anno di imposta in cui i lavori siano stati ultimati, ossia quando viene presentata al Comune, da parte dell’impresa, la comunicazione di fine lavori. Lo ha specificato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 279 del 2019, con cui ha chiarito come il contribuente potrà fruire della detrazione indicando, quale anno di sostenimento della spesa, quello di fine lavori.

Contributi INPS addetti all’assistenza personale: deducibili dal datore di lavoro
Ai fini della deducibilità dei contributi INPS per gli addetti all’assistenza personale, il datore di lavoro deve indicare i contributi versati nell’anno di imposta, per la parte rimasta a suo carico. Lo ha specificato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 278 del 2019, con cui ha chiarito come è necessario essere in possesso delle ricevute di pagamento complete della parte informativa sul rapporto di lavoro domestico, effettuati dal contribuente intestati all’INPS ed eseguiti con c/c postale e/o MAV

Debiti tributari dell’azienda conferita: la responsabilità sussidiaria della conferitaria
Ai fini della responsabilità sussidiaria della conferitaria per i debiti derivanti da violazioni tributarie commesse dal cedente è rilevante il valore dell’azienda o ramo d’azienda conferito, valore che può anche essere oggetto di determinazione di un esperto, ma che può essere sempre oggetto di rettifica da parte dell’Ufficio ove risulta non conforme alle risultanze accertate. Lo ha specificato l’Agenzia delle Entrate con le risposte a interpello n. 277 e 276 del 2019, con cui ha chiarito come il conferitario è chiamato a rispondere dei debiti tributari della conferente entro i limiti del valore del ramo d’azienda.

Dichiarazioni società e Decreto Crescita: i chiarimenti sulle novità della Fondazione Accademia Romana di Ragioneria
Il termine di trasmissione telematica da parte di tutti i soggetti IRES de modello Redditi Società di Capitali, con il Decreto Crescita, è stato prorogato all’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta, cioè entro il 30 novembre 2019. Lo ha ricordato la Fondazione Accademia Romana di Ragioneria che nella nota operativa n. 12 del 2019 ha analizzato le novità in merito alla presentazione e regolarizzazione della dichiarazione dei redditi delle società di capitali e il Decreto Crescita.

Omessa presentazione della dichiarazione: c’è il reato solo se sussiste la volontà di evadere le imposte
Il reato di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi è consumato solo se ci sono elementi fattuali dimostrativi che il soggetto obbligato ha consapevolmente preordinato l’omessa dichiarazione per evadere l’imposta in misura superiore alla soglia penalmente rilevante. Non è infatti sufficiente la mera violazione dell’obbligo dichiarativo o la colpa del professionista inadempiente. A precisarlo è la Corte di Cassazione, terza sezione penale, con la sentenza nr. 31343 depositata ieri 19 luglio 2019.

Modello F24: soppressi i codici tributo 6746 e 6765
L’Agenzia delle Entrate ha disposto la soppressione dei codici tributo 6746 (credito d’imposta in favore delle imprese produttrici di prodotti editoriali) e 6765 (credito d’imposta in favore delle imprese produttrici di prodotti editoriali maturato a decorrere dal 12 dicembre 2003).

La previdenza professionale obbligatoria svizzera è tassata solo in Italia
Nell’ipotesi di un contribuente fiscalmente residente in Italia e di un ente pensionistico svizzero di natura privatistica, l’erogazione a titolo di previdenza professionale obbligatoria deve essere tassata in via esclusiva in Italia, tenuto conto che la Convenzione tra Italia e Svizzera per evitare le doppie imposizioni prevede che, fatte salve le pensioni pubbliche, le pensioni e le altre remunerazioni analoghe, pagate ad un residente di uno Stato contraente in relazione ad un cessato impiego, sono imponibili soltanto in questo Stato. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 286 del 2019.

La previdenza professionale obbligatoria svizzera è tassata solo in Italia
Nell’ipotesi di un contribuente fiscalmente residente in Italia e di un ente pensionistico svizzero di natura privatistica, l’erogazione a titolo di previdenza professionale obbligatoria deve essere tassata in via esclusiva in Italia, tenuto conto che la Convenzione tra Italia e Svizzera per evitare le doppie imposizioni prevede che, fatte salve le pensioni pubbliche, le pensioni e le altre remunerazioni analoghe, pagate ad un residente di uno Stato contraente in relazione ad un cessato impiego, sono imponibili soltanto in questo Stato. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 286 del 2019.

Recupero patrimonio edilizio: nella detrazione anche gli interventi sui servizi igienici
Anche gli interventi di realizzazione e di miglioramento dei servizi igienici rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria ammessi alla detrazione IRPEF per le spese sostenute per la realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo nonché di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 287 del 2019.

Recupero patrimonio edilizio: nella detrazione anche gli interventi sui servizi igienici
Anche gli interventi di realizzazione e di miglioramento dei servizi igienici rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria ammessi alla detrazione IRPEF per le spese sostenute per la realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo nonché di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 287 del 2019.

Autotrasportatori: nuovi importi delle deduzioni forfetarie
Per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa, la deduzione forfetaria di spese non documentate, per il periodo d’imposta 2018, è determinata in 48 euro. La deduzione spetta anche per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35% di quello riconosciuto per i medesimi trasporti oltre il territorio comunale. Sono le misure agevolative rese note dal Ministero dell’Economia e delle finanze, relative alle deduzioni forfetarie per spese non documentate a favore degli autotrasportatori nel 2019.

Immobili in leasing, fino alla riconsegna l’Imu è del locatario


Fusione con perdite fiscali riportabili in caso di eventi contabili straordinari


Rimborsi parziali di fondi chiusi senza ritenuta


Fatture con la retrodatazione


Isa, gli adeguamenti a ostacoli


Patent box sprint, dati delle imprese in chiaro


Antiriciclaggio, c'è più tempo


Volumi inferiori, detrazioni ok


Quadro RW anche per i titolari effettivi di trust
Salvo le specifiche ipotesi di esonero dalla compilazione, il quadro RW deve esser predisposto da persone fisiche, società semplici, associazioni professionali ed enti non commerciali che detengono investimenti all’estero. Il trust è tradizionalmente interessato dall’adempimento in qualità di ente non commerciale e, a partire da UNICO 2014, la compilazione del quadro RW spetta anche ai titolari effettivi del trust. La nozione di titolare effettivo ai fini del quadro RW è stata da subito mutuata dalla disciplina antiriciclaggio, oggetto di interventi nel corso degli anni. E l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il concetto di titolare effettivo ai fini del monitoraggio non può essere mutuato tout court dalla nozione valevole ai fini della disciplina antiriciclaggio.

Per la cedolare secca proroga senza obbligo di comunicazione
Non deve più essere data comunicazione della proroga della cedolare secca. Il decreto Crescita ha, infatti, soppresso la sanzione per la tardiva o mancata comunicazione della proroga e della risoluzione del contratto di locazione con cedolare secca: la sanzione era calcolata nella misura fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se la comunicazione era presentata con ritardo non superiore a 30 giorni. L’obbligo di comunicazione della proroga del contratto di locazione con cedolare secca risulta, pertanto, implicitamente soppresso, atteso che la sua violazione non è più sanzionata, né comporta la perdita del regime sostitutivo.

Antiriciclaggio, proroga per i commercialisti: verifica degli obblighi rimandata al 2020
A pochi giorni dalla prevista entrata in scena delle Regole tecniche antiriciclaggio, il Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili, l’organismo di autoregolamentazione che le ha emanate, decide di prorogare la loro applicazione al 1° gennaio 2020. Nella nota inviata agli iscritti, il CNDCEC sottolinea come la decisione sia stata presa in vista del prossimo recepimento da parte del Governo della V direttiva comunitaria in materia di antiriciclaggio. Da gennaio 2020, pertanto, salve ulteriori proroghe, i commercialisti dovranno dimostrare - sia in caso di controllo o ispezione antiriciclaggio della Guardia di Finanza, sia nell’ambito delle attività di controllo degli organismi di autoregolamentazione - di aver correttamente adempiuto alle direttive del CNDCEC.

Fattura elettronica e operazioni Iva: applicabile esenzione da imposta di bollo
Le prestazioni di letturista del contribuente ricomprese nella fattura rappresentano corrispettivi relativi ad operazioni assoggettate ad IVA e pertanto si applica il regime di esenzione dall’imposta di bollo. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 275 del 18 luglio 2019, con cui ha specificato come sono esenti dall’imposta di bollo le fatture riguardanti il pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad imposta sul valore aggiunto. Diversamente gli importi qualificabili come “provvista fondi” per l’esecuzione del mandato non costituiscono base imponibile IVA.

Riqualificazione energetica e cessione del credito: necessario il collegamento con rapporto da cui origina detrazione
Quanto alla cessione del credito corrispondente alla detrazione per lavori di riqualificazione energetica, i soggetti a favore dei quali può essere effettuata la cessione del credito sono i soggetti privati, sempreché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 264 del 18 luglio 2019, con cui ha specificato come il collegamento necessario ai fini della cedibilità del credito va limitato ai soli soggetti che hanno un collegamento con il rapporto che ha dato origine alla detrazione.

Sottrazione al pagamento delle imposte: il profitto del reato coincide con il patrimonio sottratto
Il sequestro preventivo viene disposta al fine di confiscare i beni, destinati a soddisfare le imposte evase. Nel caso del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, di cui all’art. 11 del DLgs 74/2000, il profitto viene identificato con il patrimonio sottratto alla garanzia dell’esazione delle imposte, non con il debito tributario evaso. Pertanto, come ha chiarito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 32018 depositata il 18 luglio 2019, il sequestro non potrà gravare sull’intero debito tributario ma sulle somme somme sottratte a garanzia.

Cessione onerosa di terreno: come determinare la plusvalenza
Nella cessione di un terreno, ai fini della determinazione della plusvalenza, si potrà assumere come base di calcolo il valore del terreno rideterminato sulla base di una perizia giurata di stima con il pagamento di un’imposta sostitutiva, in luogo del costo di acquisto o del valore dichiarato nelle denunce di successione o negli atti di donazione. Lo ha evidenziato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 266 del 18 luglio 2019, con cui ha specificato la disciplina delle plusvalenze realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria.

Fattura con split payment: alla nota di variazione in aumento si applica la scissione dei pagamenti
Quanto all’emissione di una nota di variazione relativa ad una fattura originaria emessa applicando lo split payment, se il fornitore emette la nota di variazione in aumento è sempre applicabile il meccanismo della scissione dei pagamenti e, pertanto, la stessa dovrà essere numerata, indicare l’ammontare della variazione e della relativa imposta e fare esplicito riferimento alla fattura originaria emessa. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 263 del 2019: trattandosi di una rettifica apportata ad un’IVA che non è confluita nella liquidazione periodica del fornitore, non si avrà diritto a portare in detrazione l’imposta corrispondente alla variazione.

Bonus mobili anche in caso di demolizione e ricostruzione con volumetria inferiore
Il contribuente che ha realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e successiva ricostruzione di un edificio con volumetria inferiore rispetto all’immobile preesistente potrà beneficiare delle agevolazioni fiscali del bonus mobili. Lo ha evidenziato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 265 del 18 luglio 2019. Gli interventi di demolizione e ricostruzione che non sfruttino l’intera volumetria preesistente, ma ne ricostruiscano soltanto una quota parte rientrano a pieno titolo nella fattispecie della ristrutturazione edilizia.

Trust autodichiarato con finalità assistenziali senza vincolo di destinazione senza imposta di donazione
Con la sentenza depositata il 18 luglio 2019, la Corte di Cassazione ha chiarito che in termini generali, per l’applicazione dell’imposta di donazione, come quella proporzionale di registro ed ipocatastale, è necessario un trasferimento effettivo di ricchezza mediante attribuzione patrimoniale stabile e non meramente strumentale. Ne consegue che nel trust autodichiarato un trasferimento così imponibile non è riscontrabile, né nell’atto istitutivo né nell’atto di dotazione patrimoniale, in quanto meramente strumentali ed attuativi degli scopi di segregazione e di apposizione del vincolo di destinazione.
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