Register |  | Monday, May 21, 2012
Fisco Oggi - Giurisprudenza

Più rei e un sequestro preventivo:la colpa condivisa è “solidale”
Non esiste un criterio di preferenza temporale che individui quale indagato in un illecito plurisoggettivo debba essere destinatario, per primo, della misura cautelare
Il sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente del profitto del reato, può incidere indifferentemente sui beni della persona fisica o su quelli dell’ente che ha tratto vantaggio dal reato, ma non può eccedere il valore complessivo del profitto. Lo ha stabilito la Cassazione, con l’ordinanza 17485/2012.


Frode carosello: è insufficientel’assoluzione del tribunale penale
Non scattano automatismi tra un giudicato e l’altro. Nel processo tributario, “l’innocente” deve essere in grado di abbattere le presunzioni a base dell’accertamento
Corretti gli atti di accertamento emessi nei confronti di una società coinvolta in una frode carosello, assolta in sede penale ma sprovvista, nel giudizio tributario, di giustificazioni idonee a vincere le presunzioni “gravi, precise e concordanti” poste a supporto della pretesa del Fisco (Ctr Trieste, sentenza 28/07/2012).


Per la mancata dichiarazionerisponde sempre il contribuente
Affidare al commercialista l’adempimento non esonera il titolare obbligato alla presentazione a vigilare affinché il mandato sia puntualmente adempiuto
Il contribuente risponde del reato di omessa dichiarazione dei redditi o Iva, anche nel caso in cui la dimenticanza sia imputabile al comportamento negligente del commercialista da lui stesso incaricato. Questo il principio ribadito dalla terza sezione penale della Cassazione nella pronuncia 16958 dell’8 maggio.


Il “presupposto” non impugnatodà il via libera alla riscossione
Perché ammissibile, il ricorso contro l’avviso di accertamento notificato in maniera non conforme, deve viaggiare insieme alla richiesta di nullità della relativa cartella esattoriale
Un maggior debito tributario accertato ma recapitato con “vizio” deve essere impugnato contestualmente alla richiesta di pagamento. La notifica inidonea del “presupposto” va contestata, infatti, con l’atto “successivo”, poiché a quel punto diverrebbe tardivo contestare il solo avviso di accertamento (Cassazione, 6721/2012).


Corte Ue, sul trattamento fiscaledi dividendi la residenza non conta
Al centro della controversia esaminata la normativa francese sugli Oicvm che prevede una disparità tributaria a tutto svantaggio dei beneficiari fuori sede
La tassazione riservata ai dividendi tra organismi di investimento collettivo in valori mobiliari in funzione della residenza finisce per dissuadere, da un lato, gli Oicvm non residenti a investire in società quotate stabilite in Francia e, dall’altro, gli investitori residenti a fare altrettanto in altri Stati membri.


Iva, la pubblicità su internetprova il tipo di attività svolta
E l’Amministrazione finanziaria può utilizzate le notizie acquisite dal web a fini accertativi e per verificare se il campo d’azione di un’azienda sia tra quelli imponibili
Nella Rete si può anche rimanere intrappolati. Lo si desume dalla sentenza 5822 del 13 aprile della Cassazione, con la quale i giudici di legittimità hanno stabilito che, in tema di accertamento induttivo, la pubblicità su internet è prova favorevole all’Amministrazione finanziaria sul tipo di attività svolta dalla società.

Copyright © 2001-2012 Studio legale Colaluce. VAT: IT 02145500720 - All rights reserved.  | Terms Of Use | Privacy Statement