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RSS Feed for Laboratorio degli Avvocati iscritti all´Ordine di Bari : News
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I progetti in cantiere per efficientare il sistema-Giustizia

La rivista Altalex.com, nella sezione Avvocato 4.0, ha pubblicato una intervista al Dott. Pasquale Liccardo, direttore generale della DGSIA, sui progetti in materia di Giustizia previsti nel Piano triennale per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione (di recente annunciato dall'AGID). In primo piano (ed, a nostro avviso, di estremo interesse) il progetto ministeriale volto a rimodellare i procedimenti giudiziari in base al paradigma del "coding" informatico, mantenendo le norme processuali vigenti invariate.
Contestualmente la rivista Questionegiustizia.it propone un documento dal titolo: intervento di “pronto soccorso” per un processo (...un po’ più) civile, scritto da diversi autori, che suggerisce alcune modifiche normative che, senza stravolgere l'attuale impianto del processo civile e valorizzando e responsabilizzando i difensori nella fase precontenziosa della lite, potrebbero essere utili per rendere più efficiente ed effettivo il travagliato percorso giudiziario.

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Published Date: Sun, 25 Jun 2017 10:16:57 +0200
Innovazione |
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Verso una standardizzazione nell'UE delle procedure telematiche e dei dispositivi per la trasmissione degli atti giudiziari?

La CGUE, con sentenza del 18 maggio 2017 resa nella causa C-99/16, ha stabilito che il rifiuto di fornire un dispositivo di accesso al réseau privé virtuel des avocats (RPVA - rete privata virtuale degli avvocati), emesso dalle autorità competenti nei confronti di un avvocato iscritto ad un ordine forense di un altro Stato membro, per il solo motivo che non sia iscritto presso un foro del primo Stato membro in cui intende esercitare la sua libera professione (nei casi in cui l’obbligo di agire di concerto con un altro avvocato non sia imposto dalla legge), costituisce una restrizione alla libera prestazione di servizi ai sensi dell’articolo 4 della direttiva 77/249/CEE del Consiglio, del 22 marzo 1977, intesa a facilitare l’esercizio effettivo della libera prestazione di servizi da parte degli avvocati, in combinato disposto con l’articolo 56 TFUE e con l’articolo 57, terzo comma, TFUE. Spetta tuttavia al giudice del rinvio verificare se tale rifiuto, alla luce del contesto in cui esso è stato opposto, risponda ad obiettivi di tutela dei consumatori e di buona amministrazione della giustizia, che possono realmente giustificarlo, e se le conseguenti restrizioni non appaiano sproporzionate rispetto a tali obiettivi.

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Published Date: Sat, 27 May 2017 22:03:16 +0200
Innovazione |
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La Cassazione abbandona il criterio del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio per il riconoscimento e la quantificazione dell'assegno di divorzio

Sul sito istituzionale della Cassazione è stata pubblicata a questo link la sentenza con cui sono stati stabiliti nuovi parametri da considerare quando nelle cause di divorzio si decide se concedere o meno il mantenimento all’ex coniuge economicamente più debole. La decisione è stata così riassunta nel comunicato ufficiale: "La Suprema Corte, superando, in considerazione dell’evoluzione del costume sociale, il proprio consolidato orientamento, ha stabilito che il riconoscimento del diritto all’assegno divorzile postula che il giudice cui sia rivolta la corrispondente domanda accerti che l’istante sia privo di indipendenza o autosufficienza economica (desumibile - salvo altri rilevanti indici nelle singole fattispecie - dal possesso di redditi di qualsiasi specie e/o di cespiti patrimoniali mobiliari ed immobiliari, dalle capacità e possibilità effettive di lavoro personale, dalla stabile disponibilità di una casa di abitazione), sicchè, solo ricorrendo tale condizione, potrà procedere alla relativa quantificazione avvalendosi di tutti i parametri indicati, dall’art. 5, comma 6, della l. n. 898 del 1970, come sostituito dall’art. 10 della l. n. 74 del 1987 (condizioni dei coniugi, ragioni della decisione, contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, reddito di entrambi, durata del matrimonio).".

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Published Date: Thu, 11 May 2017 20:47:37 +0200
Formazione continua |
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L'Italia ancora osservata speciale del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa

Nel 10° rapporto annuale del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa sul monitoraggio dell'esecuzione delle sentenze CEDU si evidenzia che l'Italia ha il più alto numero di casi ancora in attesa di esecuzione. Ancora una volta il Comitato dei Ministri sottolinea che tale anomalia potrebbe essere risolta solo con una efficace riforma.
Si legge nell'articolo di Federica Brioschi della Italian Coalition for Civil Rights and Freedoms pubblicato il 4 maggio scorso sulla rivista on-line liberties.eu

I risultati del Comitato sull'esecuzione delle sentenze della Corte EDU sull'Italia non sono molto rassicuranti. Dei 9,941 casi che risultavano pendenti di fronte al Comitato nel 2016, 2,350 dovevano essere eseguiti dall'Italia. Si tratta del numero più alto tra gli stati membri. Infatti, gli unici altri tre paesi con oltre 1,000 sentenze da eseguire sono la Federazione Russa (1,573), la Turchia (1,430) e l'Ucraina (1,147). Oltre la metà dei casi italiani pendenti di fronte al Comitato (1,725) riguardano l'eccessiva durata dei procedimenti civili; questi sono seguiti dall'eccessiva durata dei procedimenti penali (163 casi) e da 131 casi riguardanti “gli importi insufficienti e i ritardi nel pagamento dei risarcimenti riconosciuti attraverso la procedura del rimedio compensatorio disponibile dal 2001 per le vittime di durata eccessiva dei procedimenti” (la cosiddetta legge Pinto).


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Published Date: Sun, 07 May 2017 13:21:05 +0200
Articoli di stampa |
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Il Garante per la privacy ha elaborato una prima guida applicativa del nuovo Regolamento UE sulla protezione dei dati personali

Sul sito istituzionale del Garante della Privacy è stata pubblicata la prima Guida pratica per l'applicazione del Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali (già in vigore dal 24 maggio 2016 e che avrà piena attuazione dal 25 maggio 2018). La Guida è stata redatta in formato ipertestuale navigabile ed interattivo per mostrare in modo semplice ed intuitivo cosa cambia rispetto alla precedente disciplina (la direttiva 95/46/CE) e per implementare nuovi contenuti che potranno rendersi utili con l'evoluzione delle prassi interpretative ed applicative. E' suddivisa in 6 sezioni: a) fondamenti di liceità del trattamento, b) informativa, c) diritti degli interessati (accesso, cancellazione-oblio, limitazione del trattamento, opposizione, portabilità), d) titolare, responsabile, incaricato del trattamento, e) approccio basato sul rischio del trattamento e misure di accountability di titolari e responsabili (valutazione di impatto, registro dei trattamenti, misure di sicurezza, violazioni dei dati personali, nomina di un RDP-DPO), f) trasferimenti internazionali di dati. Attraverso raccomandazioni specifiche suggerisce, ai soggetti pubblici ed alle imprese che stanno affrontando il passaggio alla nuova normativa, azioni che possono essere intraprese sin d'ora perché fondate su disposizioni precise ed autoesecutive del Regolamento UE 2016/679.

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Published Date: Sun, 07 May 2017 12:43:44 +0200
Formazione continua |
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Sviluppi prevedibili dei sistemi democratici contemporanei

La rivista federalismi.it ha pubblicato un editoriale di Licia Califano, Componente del Collegio Garante per la protezione dei dati personali, sugli attuali rischi di abuso dei big data, utilizzati ormai non solo per la profilazione dei consumatori ma anche per la profilazione degli elettori, con evidente lesione di fondamentali principi democratici e del diritto alla riservatezza ed alla tutela di dati sensibili (quali, appunto, l'orientamento politico). L'editoriale esamina, fra l'altro, il caso della “banca dati reputazionale” di cui si è recentemente occupato il Garante italiano per la protezione dei dati personali: il “rating reputazionale” ricavato tramite l'elaborazione di un sofisticato algoritmo è stato dichiarato illegittimo per violazione dei principi di necessità, proporzionalità e finalità del trattamento e per il mancato rispetto delle regole in tema di informativa e consenso. Sempre più spesso vanno affermandosi strumenti di democrazia partecipativa che presentano, come altra faccia della medaglia, rischi di aggregazione indiscriminata delle tracce digitali (gusti, preferenze, bisogni, etc.) lasciate inconsapevolmente dagli stessi utenti-cittadini.

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Published Date: Thu, 04 May 2017 23:07:26 +0200
Cultura e scienze sociali |
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2017 EU Justice Scoreboard

Ancora impietosi i dati per l'Italia pubblicati il 10 aprile scorso dalla Commissione Europea nell'annuale report (2017 EU Justice Scoreboard) che sintetizza le rilevazioni statistiche dei sistemi giudiziari europei. L'Italia si colloca come quarta peggiore nazione nella classifica relativa alla durata dei procedimenti civili e commerciali nell'Unione Europea con una media di 393 giorni nel 2015 (erano 395 nel 2010). Fanno peggio solo Cipro, Portogallo e Malta. Per le cause amministrative la durata si attesta sui 1008 giorni e peggio di noi c'è solo l'isola di Cipro. I ritardi sono in parte imputabili allo scarso numero di magistrati in rapporto alla popolazione (11 ogni 100.000 abitanti). Di positivo solo il leggero decremento nel 2015 del contenzioso rispetto al 2010 ed un effettivo miglioramento del tasso di risoluzione delle cause.

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Published Date: Wed, 12 Apr 2017 20:52:08 +0200
Notizie ed avvisi vari |
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I dati statistici sulla produttività dei Tribunali italiani

Il Sole24Ore ha pubblicato i dati della ricerca condotta da Fabio Bartolomeo, Direttore del servizio statistica del Ministero della Giustizia e rappresentante italiano presso la Cepej, relativi alla valutazione del grado di efficienza dei Tribunali italiani. La ricerca ha adottato, come parametri di riferimento e di comparazione, le seguenti variabili: l’anzianità dell’arretrato dell'Ufficio (in particolare le pendenze ultratriennali che potrebbero far scattare l'indennizzo per irragionevole durata del processo), i tempi medi di definizione delle cause, il clearance rate (ovvero il rapporto tra le cause definite e le cause in corso, che consente di misurare la capacità dell'Ufficio di smaltire l’arretrato) e la effettiva copertura di organico. E' interessante notare che non vi è stretta correlazione fra scoperture di organico e produttività. Il Tribunale di Bolzano, primo in classifica, pur presentando un 33% di scoperture tra i giudici e un 53% fra i cancellieri, ha migliorato la sua performance nel 2016 riuscendo ad aggredire l’arretrato in modo significativo e, contestualmente, a ridurre in modo considerevole i tempi dei processi. Il Tribunale di Bari si colloca invece al 121° posto su 140 con il 42% di pendenze ultratriennali ed una durata media dei processi di 1.455 giorni.

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Published Date: Fri, 24 Mar 2017 23:46:34 +0100
Notizie ed avvisi vari |
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La giustizia ai tempi della globalizzazione

Sulla rivista on-line questionegiustizia.it è stato pubblicato un bell'articolo del Dott. Cosentino che riassume le nuove linee-guida in materia di organizzazione del lavoro (case management) e degli Uffici giudiziari (court management) che si è data la magistratura per affrontare l'annoso problema delle pendenze processuali. Anche il nuovo sito istituzionale del CSM dà ampio spazio alle nuove misure organizzative da adottare per eliminare le attuali criticità che affliggono alcuni Uffici giudiziari e per accelerare la definizione dei processi a rischio-Pinto. E' stata infatti creata una apposita sezione dedicata proprio agli importanti temi dell'organizzazione, dell'innovazione e delle statistiche, che in passato erano stati incomprensibilmente trascurati. La nuova via è tracciata e sembra la via giusta.

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Published Date: Sat, 18 Mar 2017 12:57:10 +0100
Innovazione |
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